LO YUK CHOS, UNA TECNICA TUTTA TIBETANA
Il massaggio con bastoncino
Benché non menzionato nel Gyu Shi, il fondamentale testo dei “Quattro Tantra”, lo Yuc Chos non compare in altre tradizioni mediche, ed è una tecnica specificamente tibetana, che trae le sue origini da usi antichissimi, legati anche all’ambito sciamanico.
Il nome completo di questa tecnica é Yuk pa chö tab (tib. dbyug pa bchos tab དབྱུག་པ་བཆོས་ཏབ་), normalmente abbreviato in Yuk Chö, in cui YUK (tib. dbyug དབྱུག) significa “bacchetta, bastoncino” , e CHÖ (tib. bchos བཆོས་) significa “terapia”.
La forma e la pratica nascono probabilmente dall’abitudine istintiva di cercare di sciogliere, con la percussione dei pugni, i dolori nella parte alta della schiena, un uso talmente antico che si parla di bastoncini, con la punta in pietra, che sembrano risalire addirittura al paleolitico.
Si potrebbe dire che esistono due tradizioni dello yuk chö, una più medica, che nasce proprio da questo tipo di approccio sperimentale, e una più spirituale, ma le due modalità si incontrano e si fondono profondamente.
I testi più importanti sul bastoncino sono stati scritti da grandi maestri spirituali e grandi praticanti, e la sua intera storia sembra sempre connessa all’elemento della visione.
Fu nel XIX secolo, dopo seicento anni, che Dyumar Tenzin Puntsok, grandissimo medico e farmacista, convinto che i tempi non fossero più propizi per la trasmissione orale, partendo dalla fonte originale di Orgyen Pal, scrisse quello che è a tutt’oggi il testo più completo ed esaustivo sullo Yuk Chö. Si tratta dunque anche del testo più complesso, poiché è una vera summa di tutta la tradizione precedente.
Inoltre, come abbiamo visto riguardo al testo di Ratna Lingpa, lo yuck Chos era uno strumento spesso usato dagli Yogi che praticavano i ritiri di meditazione in grotta: uno strumento assai prezioso, perché l’umidità dei luoghi e il mantenere a lungo le stesse posture meditative mettono a dura prova il fisico, ma anche perché queste pratiche molto intense smuovono proprio l’energia rLung, e talvolta il bastoncino può rivelarsi molto utile.
Lo rendevano inoltre una terapia di elezione, in queste circostanze, la possibilità di usarlo come auto-trattamento, l’essenzialità dell’uso, che non richiede altre strumentazioni, e la modalità non invasiva benché pienamente efficace. La connessione spirituale è uno degli elementi che deve ricordarci la consapevolezza dell’unicità dello Yuk Chö. Esistono altri tipi di strumento da massaggio a forma di bastoncino, ad esempio nella tradizione cinese, ma con una foggia e una modalità di utilizzo completamente diversa: si tratta non di una tecnica vera e propria, ma solo di uno strumento pratico usato nel massaggio, senza una vera base teorica.
Nel nostro caso, invece, non solo l’applicazione tecnica ha modalità molto precise, ma, benché, non nominato fra le terapie esterne dei Quattro Tantra, (forse proprio in quanto Terma) le indicazioni e controindicazioni terapeutiche seguono esattamente i principi della Sowa Rigpa.
( TESTO TRATTO DAGLI INSEGNAMENTI -TEACHER TRAINING SULLO YUKCHO ITALIA con il Dr. Nida – 2016 – e 2020 – redattida Marie Corrao)